La magia sulla punta delle dita: il violino di David Garrett

DAVID GARRETT: L’ESPLOSIVO VIOLINISTA CLASSICO CHE REGALA MUSICA ROCK AI GIOVANI

Immaginiamo una figura d’uomo con un violino che entra alle spalle del pubblico, con passo lento ma deciso, che sbircia gli sguardi della gente ma mantiene il controllo del suo strumento, passeggiando.

Si dirige verso il palco ma ‘prima’ vuole conoscere con che tipo di pubblico trascorrerà una delle tante serate. Un rituale affascinante. E la magia inizia ancora prima del concerto. Quel giovane uomo è David Garrett, comunemente definito ‘il violinista rock…il violinista del diavolo…dall’aria trasgressiva’.

Beh, luoghi comuni e definizioni obsolete che molta stampa utilizza nei titoli per attirare l’attenzione.

In realtà Garrett si esibisce in pubblico vestito come nella vita di tutti i giorni, con qualche ‘tocco’ rock (tatuaggi, anelli, collane-molto fini, peraltro) dunque normale per chi ama il genere ed è un artista. Nessuna trasgressione, dunque. Originalità senz’altro. E la stessa originalità viene trasferita nei pezzi classici arrangiati in chiave moderna o nelle cover di brani celebri di ogni tipo di musica.

Perché nelle intenzioni dell’artista c’è proprio questo: far fruire musica a tutti, per tutti i gusti, perché non vi siano barriere tra i generi, pur riconoscendo ad ogni genere la propria peculiarità.

Quando lo si vede esibirsi in pezzi classici di notevole difficoltà, tra l’altro, David Garrett è sempre lo stesso giovane musicista dei crossover, magari con una giacca un po’ più ‘di occasione’ ma sempre lui. Cambia solo ‘l’atteggiamento’ verso il violino, il direttore d’orchestra o il pianista cui si accompagna.

Rigore reverenziale, rispetto per i sommi autori che esegue e, soprattutto, una grande passione. Le sue performances rompono sempre un po’ gli schemi, divagando con suoni e ritmo variabile, ma senza stravolgere nulla. E’ il frutto di una base classica talmente solida da poter anche ‘permettersi’ di interpretare e non solo eseguire come da spartito (non  usa mai lo spartito…! ). E a chi gli parla di essere stato ’enfant prodige’ Garrett risponde di non sapere cosa possa significare questo termine, giacché fin da piccolo ha solo studiato e lavorato duro.

L’Italia ha accolto spesso questo grande artista e, sebbene non conosciuto dalla massa, inaspettatamente e piacevolmente, fa sold out ovunque. E’ stato con un crossover in Italia nel 2015, poi con la Filarmonica della Scala diretta da Riccardo Chailly, l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Alondra de la Parra , l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI di Torino e poi ospitate televisive e radiofoniche che pian piano, a volte in sordina, hanno ‘conquistato’ il pubblico italiano.

Di questo, per nostra fortuna, si è accorto il suo attento management ed ecco che ‘Explosive Tour’, live che sta camminando per tutta l’Europa e le Americhe, da novembre 2016, senza sosta,  è approdato anche da noi, supportato dall’uscita del CD-DVD ‘Rock Revolution’ e dall’ultimissimo ‘Unlimited Greatest- hits’

Passione, convinzione, equilibrio, le parole-chiave che David Garrett sottolinea, in un’intervista in una radio italiana, essere fondamento per un musicista, sia che si esibisca con un’orchestra che con una band. E a proposito di quanto detto all’inizio, e cioè dell’immagine obiettivamente piacente del nostro artista, lo stesso ritiene che “l’immagine è momentanea, la passione senza tempo. E il pubblico alla fine converge su questo messaggio solo se recepisce ciò che fai musicalmente. Del resto io non ho mai fatto nulla di commerciale nella mia vita. Si è rivelato commerciale soltanto perché lo amavo”.[cit] Se poi c’è qualcuno che considera il crossover ‘non più una novità’, allora va detto che David Garrett è stato l’antesignano del genere, oltretutto con uno Stradivari del 1716 dal suono soffice e suadente. E non sempre un violino può prestarsi ad operazioni simili. Dietro tutto c’è quello che si chiama ‘talento’.

Il generoso YouTube ci fornisce molti estratti da suoi concerti ma goderne dal vivo è davvero tutta un’altra storia. In queste quattro date italiane palazzetti strapieni di gente di tutte le età per ascoltare una melodia che ci giunge da dietro, un po’ lontana e poi veder salire sul palco un David Garrett sorridente, coinvolgente, sempre elegante nei modi e nel porsi al suo pubblico compiendo la magia che solo un grande artista può offrire.